13.4.12

Dal 14 al 22 di Aprile l’arte sarà a portata di tutti

In occasione della XIV settimana della Cultura, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, musei, ville, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche statali, saranno più accessibili grazie ad ingressi gratuiti o ridotti: davvero ricco il calendario di eventi che si presenta con questa iniziativa.

A Roma per esempio domenica 22 di Aprile sarà possibile visitare il Palazzo del Quirinale, con l’ausilio di una guida ufficiale, a soli 5€ a coppie o passare una giornata intera alla scoperta della vita quotidiana dell’antica Roma, visitando gli scavi archeologici di Ostia Antica dopo una navigazione sul Tevere in battello.

palazzo_quirinale

Per chi invece vuole immergersi nelle rovine della Roma Cristiana, non può perdersi il tour guidato alla scoperta delle Catacombe, antichi cimiteri che testimoniano la grande fede dei primi cristiani dell’Impero Romano. Solo per la settimana della cultura un’offerta imperdibile per coppie.

In Piazza della Scala a Milano il 18 di Aprile sarà possibile ripercorrere i passi dei grandi artisti dell’Ottocento nelle Gallerie d’Italia. Gabriella Ragozzino, guida abilitata e critica d’arte, vi condurrà nell’itinerario museale, curato da Fernando Mazzocca, che si articola in 13 sezioni e 26 sale situate in edifici di grande valore architettonico.

A Palazzo Pitti di Firenze sarà possibile visitare la Galleria Palatina, antica “quadreria” dei Granduchi di Firenze, l’antica famiglia Medici. Cinquecento dipinti tra cui “la Madonna della seggiola” di Raffaello, il “Tondo Bartolini” di Filippo Lippi, “le tre età dell’uomo” di Giorgione, “laMaddalena” di Tiziano, arricchiscono la collezione di opere che hanno fatto la storia dell’arte e continuano ad essere studiate e interpretate. Domenica 22 Aprile ingresso con visita guidata a soli 18,50€.

galleria_palatina

A Genova, un percorso guidato per i “caruggi” (viuzze) del centro storico, vi condurrà alla scoperta dei Palazzi dei Rolli, eleganti dimore della nobiltà genovese del XVI-XVII secolo entrati a far parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Se terminata la Settimana della Cultura non ne avrete avuto ancora abbastanza, ci sono degli appuntamenti imperdibili fino alla fine di aprile e per tutto il mese maggio e giugno.

A Palazzo Reale a Milano, la Mostra Tiziano e la nascita del Paesaggio Moderno, che ti permetterà di apprezzare uno degli artisti più influenti del Cinquecento e il suo modo di vedere la Natura. Per chi invece non é ancora riuscito ad ammirare il Cenacolo, una delle opere più importanti prodotte dal genio di Leonardo Da Vinci, questa é l’occasione giusta.

tiziano_palazzo_reale

Per passare un pomeriggio diverso alla scoperta della storia e della cultura meneghina, a maggio sarà possibile visitare il Cimitero Monumentale di Milano, un vero e proprio museo a cielo aperto. Verrete accompagnati da una guida alla scoperta del vastissimo complesso di monumenti d’arte funeraria che si incontra lungo i viali del cimitero, un libro visivo che riflette e racconta l’intera cultura dell’Ottocento e del primo Novecento.

Per gli amanti del mistero e dei segreti del Vaticano, a Roma invece la mostra Lux in Arcana: gli archivi segreti del Vaticano racconterà manoscritti, codici, scomuniche, lettere cifrate, documenti che fino ad ora sono stati tenuti segregati nelle mura del Vaticano.

dali_vittoriano

Per gli appassionati del Surrealismo, al Vittoriano è presente la mostra dedicata all’artista catalano Salvador Dalì, un artista dalle molteplici e diverse sfaccettature: pittore, disegnatore, pensatore, scrittore, appassionato di scienza, catalizzatore delle correnti delle Avanguardie, illustratore, orafo, cineasta e scenografo, ha avuto un rapporto particolare con l’Italia che questa mostra mette in luce.

Buon’arte a tutti!

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20.3.12

Alla scoperta di Monza

Lo stemma parla chiaro: “Est sedes Italiae Regni Modoetia magni“. Monza è la sede del grande regno d’Italia. Ok, ok… Dobbiamo risalire al X secolo quando Berengario, imperatore del Sacro Romano Impero, stabilì qui la sua capitale. Ma il dilemma sorge comunque naturale: perché Monza è oggi vittima di un’eclissi totale all’ombra di Milano?

Anche in epoca più recente, infatti, la città ebbe la sua importanza “regia”. Fu scelta nel XVIII secolo dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria per edificare la Villa Reale ad opera dell’architetto Giuseppe Piermarini. La residenza passò poi di mano in mano fino ad arrivare ai Savoia che, però, non sembra abbiano un gran ricordo: fu proprio a Monza che il 29 luglio 1900 l’anarchico Gaetano Bresci uccise Umberto I, secondo re d’Italia.

Villa_Reale_Monza

@ ezioman

Oggi Monza è capoluogo di provincia, centro nevralgico di una delle regioni più ricche d’Europa, la Brianza, nonché terza città più popolosa della Lombardia, dopo Milano e Brescia. Il nostro dubbio, quindi, continua a rimanere irrisolto: non sono sufficienti i 15 km che la separano dal capoluogo lombardo per liberare Monza dall’egemonia meneghina?

Questo “oscuramento” non sembra dovuto nemmeno a motivazioni di carattere urbanistico o paesaggistico. Il centro storico è una bomboniera ideale per lo shopping o una passeggiata rilassante alla scoperta di alcuni gioielli come il Duomo dalla facciata gotica e l’Arengario di epoca comunale.  La famosa Villa Reale, che ospita nei suoi giardini un prezioso roseto, è immersa in un rigoglioso parco, il più grande in Europa tra quelli cintati da mura, nel quale troviamo anche l’autodromo di Formula 1.

Arengario_Monza

@  ezioman

Anche a livello artistico la città ha voce in capitolo. Il cosiddetto Tesoro custodito all’interno del Duomo riserva alcune sorprese interessanti. La Corona Ferrea fu forgiata (con uno dei chiodi usati per la crocefissione di Cristo, dicono) per volere della regina longobarda Teodolinda ed in seguito utilizzata per per incoronare Carlo Magno. E come dimenticare la Chioccia con sette pulcini conservata nello stesso museo? La leggenda narra che da questa opera venga il famoso detto della “gallina dalle uova d’oro”… :)

Duomo_Monza

@ Ezio Bonsi

Monza è stata anche culla o casa di artisti (i musicisti Bluvertigo e Davide Van de Sfroos, l’attore e regista di teatro Elio de Capitani), sportivi (i calciatori Massaro e Casiragi, i ciclista Magni e Bugno), patrioti (tre dei Mille di Garibaldi) e filosofi (Umberto Galimberti).

Insomma, noi non ce la spieghiamo proprio perché Monza non brilli già di luce propria. Lanciamo quindi la sfida a voi, cari Atrapaliani. Visitate Monza e fateci sapere la soluzione di questo arcano.

O, altrimenti, scriveteci semplicemente che… Vi è piaciuta!

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1.3.12

Un freddo sabato pomeriggio all’Hammam Sahara!

Diciamo che il freddo non aiuta a lottare contro il mio essere sedimentario ogni tanto. Per fortuna ci sono gli amici che trovano sempre un motivo per proporti qualcosa di nuovo.

La mia amica Valentina, sabato pomeriggio mi ha portato all’Hammam Sahara vicino alla fermata Metro Lodi, per chi non è praticissimo di Milano!

Due volte al mese aprono l’accesso alle coppie o agli uomini per poter usufruire insieme dei benefici del relax senza andare troppo lontano!

Diciamo che l’accoglienza che si riceve già dall’entrata, ti mette subito a tuo agio: gentilezza, affabilità e professionalità. Siamo quindi entrati con Valentina per dedicarci un’ora e mezzo del nostro sabato pomeriggio, senza dover pensare a nulla, senza preoccupazioni!

spa_milano

Premettendo che sono amante dei té, nella sala lounge una vasta selezione di squisiti té era a disposizione dei clienti da poter assaporare comodamente stesi o seduti in uno dei vari posti disponibili all’interno di quest’area. Té in mano, Valentina accanto che mi parlava dell’ultimo film visto e io che annuivo… ah non credete si possa parlare a squarcia gola, siamo sempre in una Spa quindi il rispetto per gli altri è primordiale.

La parte che poi si apprezza davvero tanto, soprattutto se si considera le temperature glaciali esterne, è il momento del bagno turco o delle docce con acqua a varie temperature (sempre calde eh!).

Hammam_Sahara_Milano

Insomma, un sabato all’insegna del relax vicino casa. Per chi si trova a Milano in ferie, che ci faccia un salto e non se ne pentirà!

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14.2.12

Priscilla, la regina del deserto a Milano (parte II)

Il biglietto era tra le mie mani già da tempo, ma l’11 febbraio 2012 sembrava proprio non voler arrivare. L’attesa era insostenibile e ad accrescere la voglia di vedere il Musical ci pensavano le varie critiche e recensioni su questo spettacolo che ha dell’incredibile.

priscilla_milano

Dopo averlo visto a Broadway, non vedevo l’ora di scoprire lo show nella sua versione italiana che, già nei primi 30 secondi, mi ha letteralmente catturato! Il cast spacca, domina il palcoscenico ed emoziona! Due ore d’euforia che vengono poi rotte dall’inevitabile fine dello spettacolo che ti lascia con la voglia di continuare a ballare con loro sul palco o nel lounge bar allestito!

Per tutta la durata dello spettacolo ero come ipnotizzato senza riuscire a staccare gli occhi dal palcoscenico, non potevo non cantare le canzoni a squarciagola, non potevo fermare il mio corpo che si muoveva al ritmo di canzoni che hanno segnato la vita di tutti noi, in modi e tempi diversi!

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Per Milano si vedono i cartelloni pubblicitari del musical, dicendo che crea dipendenza… ed è proprio vero! Sto già pensando di ritornarci prossimamente e, se vanno in tournée, di seguirli in varie tappe. I 3 protagonisti sono incredibilmente bravi e non hanno nulla da invidiare a quelli del cast americano, anzi i nostri amici d’oltreoceano avranno qualcosa da invidiarci in questo caso.

Uno tra i miei momenti favoriti è l’inizio, quando dall’alto calano le 3 coriste che danno il LA che apre lo show… brividi assicurati!

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Poi, permettetemi anche un appunto romantico/emotivo nell’affermare che il momento più alto si ha quando i 3 protagonisti intonano “True colors” di Cindy Lauper e la pelle d’oca è inevitabile. Il perché? Scopritelo assaporando il Musical dal vivo in questa produzione senza precedenti.

Un Musical che sicuramente vi farà sorridere e tanto, cantare, ballare… ma anche riflettere su un tema che sembra vecchio come il mondo ma che è sempre lì in ognuno di noi: la ricerca di qualcosa per cui lottare e le relazioni interpersonali.

Una ricerca lunga e difficile come un viaggio nel deserto!

Spero di vedere qualcuno di voi al Teatro Ciak Webank.

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24.1.12

Priscilla, la regina del deserto a Milano (Parte I)

Uno dei più grandi musical della storia a Milano? Appena ho sentito le prime voci di corridoio sulla possibile produzione italiana, non ci ho dato tanto credito! Ma poi al leggere i primi articoli con interviste ai produttori e agli artisti, l’adrenalina è salita a livelli stratosferici.

A molti sembrerà un’esagerazione, ma questo Priscilla, la regina del deserto è davvero un’opera d’arte: realizzato in Australia, Londra, New York e adesso proprio a casa nostra! Sicuramente molti dei nostri lettori avranno già visto il famoso film australiano (The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert per i più anglofoni) del 1994 diretto da Stephan Elliott e vincitore del Premio Oscar 1995 per i migliori costumi.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, è pregato di andare subito online, in una videoteca o in un centro commerciale, comprare il DVD e mettersi comodo sul divano: dopo averlo fatto, riprendete pure la lettura.

Per entrare nell’atmosfera, vi lascio un piccolo assaggio di quest’opera maestra:

Un film allegro, amaro, crudele, ilare e pieno d’amore, un amore visto sotto varie sfaccettature: amicizie rotte e riprese, incomprensioni risolte, un figlio ritrovato e segreti svelati che commuovono anche il più duro dei cuori. Una avventura ”on the road” di tre amici, Bernadette, Mitzi e Felicia che, a bordo di un vecchio furgoncino rosa soprannominato Priscilla, partono alla volta di Alice Springs, nell’Australia più selvaggia, dove sono stati scritturati per esibirsi in un casino.

Ma torniamo al Musical: per vederlo sono andato fino a New York, due piccioni con una fava come si suol dire.
I costumi, le coreografie, gli artisti, la scenografia e il dinamismo conquistano il pubblico presente in sala e hai l’impressione di vivere quanto succede sul palco. E vi assicuro che la colonna sonora di tutto il musical aiuta tanto e ci riporta indietro nel tempo con dei classici super conosciuti.

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Adesso abbiamo l’opportunità di rivevere tutte queste emozioni a Milano, al Teatro Ciak WeBank.

Io andrò e sicuramente vi racconterò qualcosa dal backstage! Ci vediamo in sala?

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10.1.12

I Tap Dogs alla conquista di Milano

Quando per la prima volta una mia amica, appassionata di tip tap, mi parlò dei Tap Dogs, un sorriso si disegnò sul mio viso. Dentro di me pensai “Chissà che cosa si nasconde dietro questo nome”

Senza dire una parola mi mostrò questo video.

Restai esterefatto o bouche bée come direbbero i nostri cugini d’oltralpe.

Vedere quello che questo gruppo australiano è riuscito a creare mi ha sorpreso non poco: seppur abbia visto parecchi spettacoli di danza nella mia vita, questo mi ha letteralmente catturato, tanto da voler chiedere di scrivere un post sui Tap Dogs per farli conoscere anche a voi.

Il loro show ha un elemento nuovo, originale, divertente ed entusiasmante: è una spettacolare fusione tra la forza dei carpentieri con la precisione e la musicalità dei ballerini di Tip Tap.

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Un progetto di Dein Perry, coreografo dello show nonché ballerino dello stesso, che sta ormai girando tutto il mondo riscuotendo un successo incredibile: più di 11 milioni le persone che hanno visto quest’originale ed appassionante spettacolo.

Potete vederlo anche voi al Teatro Nuovo di Milano fino al 15 gennaio. Io vi consiglio di andarci perché è davvero unico nel suo genere: immaginate un gruppo di moderni Fred Astaire che stregano tutti i teatri in cui “battono” piede.

Se andate a vederlo raccontateci qua le vostre opinioni: buona visione!

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14.12.11

Atrapalo presenta l’App. Ristoranti per il tuo iPhone

Da poco meno di una settimana abbiamo lanciato l’ormai immancabile App Ristoranti di Atrapalo per il tuo iPhone. Io l’ho già provata un paio di volte in meno di una settimana: ebbene sì, sono una buona forchetta!

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Personalmente mi è capitato spesso di essere in giro e voler provare un buon ristorante o semplicemente un posto nuovo, dove passare una piacevole serata insieme ai miei amici: non sapendo a chi chiedere o di chi fidarmi, tornavo spesso nei soliti ristoranti o addirittura a casa, per mangiare la solita insalata davanti alla solita trasmissione TV.

Con questa App di Atrapalo Ristoranti avremo sempre con noi una guida dei ristoranti in zona e in 7 Paesi diversi: Italia, Francia, Spagna, Colombia, Brasile, Perù e Cile. Per un totale di più di 12.000 ristoranti. Mica male!

Sarà come avere una guida nel proprio taschino, anche perché, diciamocela tutta, chi si separa ormai dal suo cellulare?

Ciliegina sulla torta… avremo sempre accesso a sconti esclusivi o menù speciali… un piacere per le papille gustative e per le nostre tasche!

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Il tutto condito con una buona dose di gioco: con questa App possiamo scoprire nuovi ristoranti, salvarli come Da provare e condividere con i nostri amici o con la dolce metà i nostri preferiti.

Insomma io l’ho già provata… e voi cosa aspettate? Scaricatela ora gratuitamente.

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30.11.11

Un viaggio nel Salento, tra ricordi e piaceri…

È strano come la cosa da cui più ho voluto scappare, diventa quell’unico  legame certo e indelebile che si conserva nella mia vita: le origini.

Ricordo quando a 18 anni presi il treno Lecce – Trieste con due super valigione per intraprendere la nuova esperienza universitaria alla facoltà di Interpreti e Traduttori.

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@ Nico-san

I paesaggi scorrevano inesorabilmente dietro al finestrino del treno e in me un mix di nostalgia e paura disegnavano qualche lacrima. La sensazione era però allo stesso tempo di libertà perché volevo andare via e lasciarmi alle spalle quella realtà troppo piccola per me.

Sono ormai nove anni che son andato via con quel treno e oggi il Salento, la mia famiglia e i miei affetti  sono un pensiero costante nella mia quotidianità. Mi manca tornare a casa e trovare le delizie preparate dalla mamma; mi manca passeggiare per le viuzze di Lecce tra il beige delle sue pietre;  mi manca il profumo dei forni a prima mattina e del pasticciotto (tipico dolce salentino fatto di pasta frolla e crema pasticciera) così come il sorriso della gente e le mie librerie preferite del centro, dove tra un libro e l’altro viaggiavo lontano con l’immaginazione.

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@ Nico-san

Per non parlare di quella magia che riveste Lecce nelle sue calde serate: un misto di tepore, luci soffuse, bar popolati e un via vai per le vie del Corso.

Eh si, la nostalgia è tanta soprattutto nel periodo estivo, quando il solo ricordo delle acque cristalline delle spiagge salentine, fa venire un magone in gola perché non posso essere lì! No, non sono in esilio… ma far coincidere lavoro e vacanze al momento giusto e nel posto giusto non è sempre possibile. Ahimé!

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@ Nico-san

Ritorno un momento all’immagine iniziale di me nel treno che parte in direzione Trieste, ma rovesciamo un attimo questo ricordo: io sul treno tornando a Lecce per le vacanze natalizie o estive dell’epoca dell’Università.

Quanto era bello rivedere quei campi di ulivi, quella terra rossa e quel sole che lanciava i suoi raggi a picco sulle case! Un paesaggio lontano anni luce dalle grandi metropoli, ma che conserva senza dubbio un fascino d’altri tempi.

E poi da buon salentino non posso negare che la voglia e il piacere di tornare appena posso siano fortemente legate alla gastronomia della mia terra natale: rustico, pasticciotto, carne alla pignata e soprattutto lu scattarisciatu

Quanti di voi sono stati in Salento? E che ricordi avete della vostra vacanza?

Cosa? Non ci siete ancora stati? Beh, prenotate subito le vostre prossime vacanze nella terra dell’antica Grecia e del barocco… non ve ne pentirete!

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15.11.11

L’Italia sulle punte

L’emozione di entrare in un teatro è sempre qualcosa di indescrivibile. Non bastano delle semplici parole, almeno per quelli che come me amano questo tempio dell’arte. Poco importa se si tratta di una commedia, un balletto classico o una tragedia di Shakespeare… l’ansia dura fino all’apertura del sipario. Dopo di che la magia mi pervade e mi trasporta in un altro mondo, anche se solo per un paio d’ore.

È a questo proposito che vorrei condividere con voi la passione per la danza classica di cui a volte si parla tanto senza sapere di cosa si stia in realtà parlando. Credo si tratti di una delle maggiori arti, grazie alla magia, la bellezza e la leggerezza dei movimenti e di ogni passo studiato nel minimo particolare.

Danza_classica

@ Jenna_Elizabeth32

Ballare su un palcoscenico è solo il frutto di un duro lavoro fatto in classe giorno per giorno, dopo varie ore di prove e duri allenamenti. Il mondo della danza classica è pieno di sacrifici, come altri settori indubbiamente, e quello che vediamo in scena è solo il fantastico risultato di vari elementi combinati in una perfetta armonia.

Simbolo dell’Italia sulle punte è senza dubbio Roberto Bolle, étoile della Scala di Milano e nostro rappresentante in giro per tutto il mondo. Soffermandomi solo su Roberto come ballerino e non come ambasciatore Unicef, vorrei sottolineare come riesce a farmi emozionare e sognare ogni volta che lo vedo in scena. È un ballerino carismatico, agile e con una tecnica impeccabile. Ho avuto l’onore di vedere vari suoi spettacoli e non potrò smettere di farlo ogni volta che ne avrò l’occasione, a Milano come al Metropolitan Opera House di New York.

Roberto_bolle

@ scillystuff

Ma la danza non è solo la Scala di Milano. Varie sono le espressioni di questa variegata arte e vari sono gli artisti che si cimentano in spettacoli sempre più nuovi e all’avanguardia. Ecco perché mi sento di consigliarvi l’Uovo Performing Arts Festival, che si svolgerà a marzo al Teatro Franco Parenti di Milano.

Gli artisti presenti propongono performance che non si possono classificare in un genere definito ma che attraversano le diverse forme d’espressione artistica come la danza, il teatro, le arti visive e plastiche.

E voi? Qual è la forma d’arte che più vi fa emozionare? Aspetto i vostri commenti!

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10.11.11

150 anni d’Italia in un piatto: l’omaggio di Davide Oldani

Che ad Atrapalo siamo buongustai e amanti della gastronomia l’avrete capito, grazie al nostro appuntamento settimanale con lo Spazio Gourmet e alle nostre proposte di Ristoranti. Oggi ti presentiamo una ricetta d’eccezione, creata da uno chef italiano conosciuto, stimato ed apprezzato in tutto il mondo: Davide Oldani. Lo chef di Cornaredo rende omaggio all’Unità d’Italia con questo piatto di Spaghetti pomodoro, basilico e Grana Padano selezione D’O, presentato a Identità London, il grande evento di cucina italiana, svoltosi nella capitale inglese il 18 ottobre 2011.

Guardate quest’incredibile spaghetto, prima bollito e poi fritto, in cima a tre sorbetti di basilico, pomodoro e Grana Padano, su una base di biscotto appena caramellato. Sublime!

Spaghetti_pomodoro_basilico_granapadano

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

Per la base sciroppo:

350 g acqua, 300 g zucchero, 100 g glucosio, 20 g maizena

Per il sorbetto basilico:

200 g foglie di basilico fresche, 650 g base sciroppo, 50 g succo di limone, 1 kg ghiaccio

Per il gelato al Grana:

500 g latte intero, 150 g Grana selezione D’O grattugiato, 30 g zucchero, 20 g miele d’acacia, 15 g olio extra vergine d’oliva

Per il sorbetto pomodoro:

1,5 kg pomodori rossi, 150 g glucosio, 200 g zucchero, Scorza di n° 1 arancia, 1 n° bacca di vaniglia

Per la genoise:

5 n° uova, 125 g zucchero, 50 g farina bianca setacciata, 10 g burro chiarificato sciolto, 30 g zucchero di canna

Per la finitura:

20 g spaghetti fritti

PROCEDIMENTO:

Per la base sciroppo:

In una pentola portare a bollore l’acqua con lo zucchero, legare con la maizena diluita in acqua fredda, aggiungere il glucosio. Togliere dal fuoco e frullare il composto, passare il tutto al setaccio fine e far freddare.

Per il sorbetto basilico:

Frullare la base sciroppo con il basilico e il ghiaccio, alla fine aggiungere il succo di limone. Disporre il composto nella gelatiera e mantecare.

Per il gelato Grana:

In una casseruola portare il latte a bollore con lo zucchero e il miele, togliere dal fuoco e unire il Grana e l’olio extra vergine d’oliva. Frullare il tutto e passare il composto al setaccio fine, disporre nella gelatiera e mantecare.

Per il sorbetto pomodoro:

Lavare e pulire i pomodori, tagliarli a pezzi e disporli in una pentola con lo zucchero, il glucosio la scorza d’arancia e la vaniglia tagliata a metà. Cuocere per circa 10 minuti.

Togliere dal fuoco eliminare la stecca di vaniglia e frullare, passare il composto al setaccio fine, disporre nella gelatiera e mantecare.

Per la genoise:

Frullare con lo sbattitore elettrico le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e denso, unire delicatamente la farina poi il burro sciolto.

Stendere il composto su di una placca coperta con della carta da forno, cuocere in forno a 160 °C per circa 13 minuti. Togliere dal forno e far freddare.

Coppare la genoise a rettangolo ( 8cmx4cm). In una padella far colorare lo zucchero di canna, unire la genoise e caramellare.

Per la finitura:

Disporre la genoise al centro del piatto, poi una quenelle di sorbetto al basilico poi una di gelato Grana poi una di sorbetto pomodoro, in fine gli spaghetti fritti.

Complimenti a Davide Oldani!

Davide_Oldani

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