24.1.12

Priscilla, la regina del deserto a Milano (Parte I)

Uno dei più grandi musical della storia a Milano? Appena ho sentito le prime voci di corridoio sulla possibile produzione italiana, non ci ho dato tanto credito! Ma poi al leggere i primi articoli con interviste ai produttori e agli artisti, l’adrenalina è salita a livelli stratosferici.

A molti sembrerà un’esagerazione, ma questo Priscilla, la regina del deserto è davvero un’opera d’arte: realizzato in Australia, Londra, New York e adesso proprio a casa nostra! Sicuramente molti dei nostri lettori avranno già visto il famoso film australiano (The Adventures of Priscilla, Queen of the Desert per i più anglofoni) del 1994 diretto da Stephan Elliott e vincitore del Premio Oscar 1995 per i migliori costumi.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando, è pregato di andare subito online, in una videoteca o in un centro commerciale, comprare il DVD e mettersi comodo sul divano: dopo averlo fatto, riprendete pure la lettura.

Per entrare nell’atmosfera, vi lascio un piccolo assaggio di quest’opera maestra:

Un film allegro, amaro, crudele, ilare e pieno d’amore, un amore visto sotto varie sfaccettature: amicizie rotte e riprese, incomprensioni risolte, un figlio ritrovato e segreti svelati che commuovono anche il più duro dei cuori. Una avventura ”on the road” di tre amici, Bernadette, Mitzi e Felicia che, a bordo di un vecchio furgoncino rosa soprannominato Priscilla, partono alla volta di Alice Springs, nell’Australia più selvaggia, dove sono stati scritturati per esibirsi in un casino.

Ma torniamo al Musical: per vederlo sono andato fino a New York, due piccioni con una fava come si suol dire.
I costumi, le coreografie, gli artisti, la scenografia e il dinamismo conquistano il pubblico presente in sala e hai l’impressione di vivere quanto succede sul palco. E vi assicuro che la colonna sonora di tutto il musical aiuta tanto e ci riporta indietro nel tempo con dei classici super conosciuti.

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Adesso abbiamo l’opportunità di rivevere tutte queste emozioni a Milano, al Teatro Ciak WeBank.

Io andrò e sicuramente vi racconterò qualcosa dal backstage! Ci vediamo in sala?

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10.1.12

I Tap Dogs alla conquista di Milano

Quando per la prima volta una mia amica, appassionata di tip tap, mi parlò dei Tap Dogs, un sorriso si disegnò sul mio viso. Dentro di me pensai “Chissà che cosa si nasconde dietro questo nome”

Senza dire una parola mi mostrò questo video.

Restai esterefatto o bouche bée come direbbero i nostri cugini d’oltralpe.

Vedere quello che questo gruppo australiano è riuscito a creare mi ha sorpreso non poco: seppur abbia visto parecchi spettacoli di danza nella mia vita, questo mi ha letteralmente catturato, tanto da voler chiedere di scrivere un post sui Tap Dogs per farli conoscere anche a voi.

Il loro show ha un elemento nuovo, originale, divertente ed entusiasmante: è una spettacolare fusione tra la forza dei carpentieri con la precisione e la musicalità dei ballerini di Tip Tap.

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Un progetto di Dein Perry, coreografo dello show nonché ballerino dello stesso, che sta ormai girando tutto il mondo riscuotendo un successo incredibile: più di 11 milioni le persone che hanno visto quest’originale ed appassionante spettacolo.

Potete vederlo anche voi al Teatro Nuovo di Milano fino al 15 gennaio. Io vi consiglio di andarci perché è davvero unico nel suo genere: immaginate un gruppo di moderni Fred Astaire che stregano tutti i teatri in cui “battono” piede.

Se andate a vederlo raccontateci qua le vostre opinioni: buona visione!

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14.12.11

Atrapalo presenta l’App. Ristoranti per il tuo iPhone

Da poco meno di una settimana abbiamo lanciato l’ormai immancabile App Ristoranti di Atrapalo per il tuo iPhone. Io l’ho già provata un paio di volte in meno di una settimana: ebbene sì, sono una buona forchetta!

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Personalmente mi è capitato spesso di essere in giro e voler provare un buon ristorante o semplicemente un posto nuovo, dove passare una piacevole serata insieme ai miei amici: non sapendo a chi chiedere o di chi fidarmi, tornavo spesso nei soliti ristoranti o addirittura a casa, per mangiare la solita insalata davanti alla solita trasmissione TV.

Con questa App di Atrapalo Ristoranti avremo sempre con noi una guida dei ristoranti in zona e in 7 Paesi diversi: Italia, Francia, Spagna, Colombia, Brasile, Perù e Cile. Per un totale di più di 12.000 ristoranti. Mica male!

Sarà come avere una guida nel proprio taschino, anche perché, diciamocela tutta, chi si separa ormai dal suo cellulare?

Ciliegina sulla torta… avremo sempre accesso a sconti esclusivi o menù speciali… un piacere per le papille gustative e per le nostre tasche!

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Il tutto condito con una buona dose di gioco: con questa App possiamo scoprire nuovi ristoranti, salvarli come Da provare e condividere con i nostri amici o con la dolce metà i nostri preferiti.

Insomma io l’ho già provata… e voi cosa aspettate? Scaricatela ora gratuitamente.

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30.11.11

Un viaggio nel Salento, tra ricordi e piaceri…

È strano come la cosa da cui più ho voluto scappare, diventa quell’unico  legame certo e indelebile che si conserva nella mia vita: le origini.

Ricordo quando a 18 anni presi il treno Lecce – Trieste con due super valigione per intraprendere la nuova esperienza universitaria alla facoltà di Interpreti e Traduttori.

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@ Nico-san

I paesaggi scorrevano inesorabilmente dietro al finestrino del treno e in me un mix di nostalgia e paura disegnavano qualche lacrima. La sensazione era però allo stesso tempo di libertà perché volevo andare via e lasciarmi alle spalle quella realtà troppo piccola per me.

Sono ormai nove anni che son andato via con quel treno e oggi il Salento, la mia famiglia e i miei affetti  sono un pensiero costante nella mia quotidianità. Mi manca tornare a casa e trovare le delizie preparate dalla mamma; mi manca passeggiare per le viuzze di Lecce tra il beige delle sue pietre;  mi manca il profumo dei forni a prima mattina e del pasticciotto (tipico dolce salentino fatto di pasta frolla e crema pasticciera) così come il sorriso della gente e le mie librerie preferite del centro, dove tra un libro e l’altro viaggiavo lontano con l’immaginazione.

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@ Nico-san

Per non parlare di quella magia che riveste Lecce nelle sue calde serate: un misto di tepore, luci soffuse, bar popolati e un via vai per le vie del Corso.

Eh si, la nostalgia è tanta soprattutto nel periodo estivo, quando il solo ricordo delle acque cristalline delle spiagge salentine, fa venire un magone in gola perché non posso essere lì! No, non sono in esilio… ma far coincidere lavoro e vacanze al momento giusto e nel posto giusto non è sempre possibile. Ahimé!

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@ Nico-san

Ritorno un momento all’immagine iniziale di me nel treno che parte in direzione Trieste, ma rovesciamo un attimo questo ricordo: io sul treno tornando a Lecce per le vacanze natalizie o estive dell’epoca dell’Università.

Quanto era bello rivedere quei campi di ulivi, quella terra rossa e quel sole che lanciava i suoi raggi a picco sulle case! Un paesaggio lontano anni luce dalle grandi metropoli, ma che conserva senza dubbio un fascino d’altri tempi.

E poi da buon salentino non posso negare che la voglia e il piacere di tornare appena posso siano fortemente legate alla gastronomia della mia terra natale: rustico, pasticciotto, carne alla pignata e soprattutto lu scattarisciatu

Quanti di voi sono stati in Salento? E che ricordi avete della vostra vacanza?

Cosa? Non ci siete ancora stati? Beh, prenotate subito le vostre prossime vacanze nella terra dell’antica Grecia e del barocco… non ve ne pentirete!

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15.11.11

L’Italia sulle punte

L’emozione di entrare in un teatro è sempre qualcosa di indescrivibile. Non bastano delle semplici parole, almeno per quelli che come me amano questo tempio dell’arte. Poco importa se si tratta di una commedia, un balletto classico o una tragedia di Shakespeare… l’ansia dura fino all’apertura del sipario. Dopo di che la magia mi pervade e mi trasporta in un altro mondo, anche se solo per un paio d’ore.

È a questo proposito che vorrei condividere con voi la passione per la danza classica di cui a volte si parla tanto senza sapere di cosa si stia in realtà parlando. Credo si tratti di una delle maggiori arti, grazie alla magia, la bellezza e la leggerezza dei movimenti e di ogni passo studiato nel minimo particolare.

Danza_classica

@ Jenna_Elizabeth32

Ballare su un palcoscenico è solo il frutto di un duro lavoro fatto in classe giorno per giorno, dopo varie ore di prove e duri allenamenti. Il mondo della danza classica è pieno di sacrifici, come altri settori indubbiamente, e quello che vediamo in scena è solo il fantastico risultato di vari elementi combinati in una perfetta armonia.

Simbolo dell’Italia sulle punte è senza dubbio Roberto Bolle, étoile della Scala di Milano e nostro rappresentante in giro per tutto il mondo. Soffermandomi solo su Roberto come ballerino e non come ambasciatore Unicef, vorrei sottolineare come riesce a farmi emozionare e sognare ogni volta che lo vedo in scena. È un ballerino carismatico, agile e con una tecnica impeccabile. Ho avuto l’onore di vedere vari suoi spettacoli e non potrò smettere di farlo ogni volta che ne avrò l’occasione, a Milano come al Metropolitan Opera House di New York.

Roberto_bolle

@ scillystuff

Ma la danza non è solo la Scala di Milano. Varie sono le espressioni di questa variegata arte e vari sono gli artisti che si cimentano in spettacoli sempre più nuovi e all’avanguardia. Ecco perché mi sento di consigliarvi l’Uovo Performing Arts Festival, che si svolgerà a marzo al Teatro Franco Parenti di Milano.

Gli artisti presenti propongono performance che non si possono classificare in un genere definito ma che attraversano le diverse forme d’espressione artistica come la danza, il teatro, le arti visive e plastiche.

E voi? Qual è la forma d’arte che più vi fa emozionare? Aspetto i vostri commenti!

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10.11.11

150 anni d’Italia in un piatto: l’omaggio di Davide Oldani

Che ad Atrapalo siamo buongustai e amanti della gastronomia l’avrete capito, grazie al nostro appuntamento settimanale con lo Spazio Gourmet e alle nostre proposte di Ristoranti. Oggi ti presentiamo una ricetta d’eccezione, creata da uno chef italiano conosciuto, stimato ed apprezzato in tutto il mondo: Davide Oldani. Lo chef di Cornaredo rende omaggio all’Unità d’Italia con questo piatto di Spaghetti pomodoro, basilico e Grana Padano selezione D’O, presentato a Identità London, il grande evento di cucina italiana, svoltosi nella capitale inglese il 18 ottobre 2011.

Guardate quest’incredibile spaghetto, prima bollito e poi fritto, in cima a tre sorbetti di basilico, pomodoro e Grana Padano, su una base di biscotto appena caramellato. Sublime!

Spaghetti_pomodoro_basilico_granapadano

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

Per la base sciroppo:

350 g acqua, 300 g zucchero, 100 g glucosio, 20 g maizena

Per il sorbetto basilico:

200 g foglie di basilico fresche, 650 g base sciroppo, 50 g succo di limone, 1 kg ghiaccio

Per il gelato al Grana:

500 g latte intero, 150 g Grana selezione D’O grattugiato, 30 g zucchero, 20 g miele d’acacia, 15 g olio extra vergine d’oliva

Per il sorbetto pomodoro:

1,5 kg pomodori rossi, 150 g glucosio, 200 g zucchero, Scorza di n° 1 arancia, 1 n° bacca di vaniglia

Per la genoise:

5 n° uova, 125 g zucchero, 50 g farina bianca setacciata, 10 g burro chiarificato sciolto, 30 g zucchero di canna

Per la finitura:

20 g spaghetti fritti

PROCEDIMENTO:

Per la base sciroppo:

In una pentola portare a bollore l’acqua con lo zucchero, legare con la maizena diluita in acqua fredda, aggiungere il glucosio. Togliere dal fuoco e frullare il composto, passare il tutto al setaccio fine e far freddare.

Per il sorbetto basilico:

Frullare la base sciroppo con il basilico e il ghiaccio, alla fine aggiungere il succo di limone. Disporre il composto nella gelatiera e mantecare.

Per il gelato Grana:

In una casseruola portare il latte a bollore con lo zucchero e il miele, togliere dal fuoco e unire il Grana e l’olio extra vergine d’oliva. Frullare il tutto e passare il composto al setaccio fine, disporre nella gelatiera e mantecare.

Per il sorbetto pomodoro:

Lavare e pulire i pomodori, tagliarli a pezzi e disporli in una pentola con lo zucchero, il glucosio la scorza d’arancia e la vaniglia tagliata a metà. Cuocere per circa 10 minuti.

Togliere dal fuoco eliminare la stecca di vaniglia e frullare, passare il composto al setaccio fine, disporre nella gelatiera e mantecare.

Per la genoise:

Frullare con lo sbattitore elettrico le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e denso, unire delicatamente la farina poi il burro sciolto.

Stendere il composto su di una placca coperta con della carta da forno, cuocere in forno a 160 °C per circa 13 minuti. Togliere dal forno e far freddare.

Coppare la genoise a rettangolo ( 8cmx4cm). In una padella far colorare lo zucchero di canna, unire la genoise e caramellare.

Per la finitura:

Disporre la genoise al centro del piatto, poi una quenelle di sorbetto al basilico poi una di gelato Grana poi una di sorbetto pomodoro, in fine gli spaghetti fritti.

Complimenti a Davide Oldani!

Davide_Oldani

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9.11.11

A Milano arrivano… I Pirates!

Da quando le navi solcano i mari, esistono molteplici ed affascinanti storie, leggende e vicende… sui pirati.

Al Teatro Nuovo di Milano ne arriva una che prende spunto dalle storie di quelli che affollavano le acque caraibiche tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo: una sorta di viaggio spettacolare che coinvolge letteralmente il pubblico, ancora prima che si apra il sipario.

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Con Il Musical Pirates, insieme ai pirati Jolanda, Barbarossa, il Corsaro Nero e Morgan, un susseguirsi di battute ironiche e pungenti con una colonna sonora d’eccezione che spazia dal pop al rock, passando per il latin e il funky.

Si tratta di un vero e proprio family show che coinvolge sia grandi che bambini: con Luisa Corna,nei panni di Jolanda, tra un banditore che dichiara guerra, la rivolta dei pirati, l’impiccagione e l’uccisione di un ufficiale e… l’aiuto del pubblico, vivrai a teatro un’avventura davvero speciale.

Prenota su Atrapalo con sconto del 51% e non perderti Il Musical Pirates.

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4.11.11

Spazio Gourmet: I sapori della Serenissima al Bistrot de Venise

Calli misteriose, palazzi signorili, gondole che eleganti attraversano i canali. Venezia è una delle più belle città al mondo, unica nel suo genere e ricca di cultura. Secoli di tradizione mercantile rendono la città dei Dogi molto interessante dal punto di vista culinario.

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Lo Spazio Gourmet di Atrapalo ti porta a ritroso nel tempo proponendoti un viaggio gastronomico alla scoperta degli odori e i sapori della Serenissima. Per fare ciò ti suggeriamo la ricetta di un piatto tipico della cucina veneziana del XV secolo elaborato dagli chef del Ristorante Bistrot de Venise.

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Spazio dedicato al recupero della cultura eno-gastronomica regionale, il Bistrot de Venise nasce nel ‘93 con l’intenzione di recuperare sapori, essenze ed ingredienti legati all’evoluzione culinaria di Venezia. Un punto d’incontro per palati colti e raffinati che sappiano apprezzare e valorizzare la proposta di piatti rinascimentali di grandi maestri come Cuoco Anonimo Veneziano e Bartolomeo Scappi. Ravioli farciti con crema di formaggio dolce e saltati con erbette, fegato di vitello alla veneziana con polenta, anatra in salsa pevarada con tortino di pomi, uva e cipolla sono solo alcune delle prelibatezze da gustare al Bistrot de Venise.

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Il piatto di questa settimana ha come ingrediente principale l’anguilla (bisato o vermetto in dialetto veneto). La ricetta prende il nome dall’ara delle fornaci dei vetrai di Murano dove gli operai cucinavano l’anguilla alla brace perché semplice da preparare e molto sostanziosa.

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Bisato in Ara, alloro, pepe e cannella

Ingredienti per 4 persone:

Anguilla da 1-1,2 kg
40 foglie d’alloro
2 stecche di cannella
2 cucchiai di pepe bianco, nero e rosa in grani interi o pestati grossolanamente
1 decilitro d’aceto rosso
1 decilitro d’olio d’oliva di qualità
Fumetto di anguilla con testa e lische,  brodo a base di sedano, carota cipolla e alloro:
Panuria  leggera alla cannella per gratinatura finale

Elaborazione:

Stendi sul tavolo 3 fogli d’alluminio, adagia le foglie di alloro in doppia fila e cospargi con grani di pepe, cannella, sale ed un filo d’olio. Appoggia l’anguilla aperta e deliscata salando la parte interna, chiudi l’alluminio formando un rotolo e lega con filo da cucina.
Cuoci il rotolo a bassa temperatura in forno a 65 gradi per 3 ore.
Riscalda in padella un filo d’olio, priva l’anguilla dell’incarto e tagliarla in pezzettoni di 6 cm circa. Saltala in padella con pepe in grani, cannella, aceto e fumetto d’anguilla. Lascia sfumare e passa in forno a 180 gradi per alcuni minuti cospargendo di panuria per la gratinatura. Servi l’anguilla in fondina versando attorno il fondo di cottura.

Buon appetito!

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3.11.11

Made in Iceland

Immaginatevi un viaggio in lungo e in largo per l’Islanda, terra incontaminata di ghiacci, cascate, vulcani, geyser, fiordi, un vero e proprio paradiso terrestre per chi ama la natura.

Klara Harden, una fotografa austriaca, l’ha fatto, completamente sola, e ha filmato la sua avventura: con questo bellissimo video, ci mostra tutte le suggestioni e il fascino della grande isola del Nord. Una vera e propria fonte d’ispirazione per tutti coloro che amano viaggiare all’avventura. Non vi viene voglia di fare la valigia e di partire immediatamente?

Buona visione ;)

MADE IN ICELAND from Klara Harden on Vimeo.

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21.10.11

Spazio Gourmet: EVO e la cucina di Marco Avella

Questa settimana noi buongustai di Atrapalo ti presentiamo una ricetta squisita creata da Marco Avella, chef del ristorante EVO l’Extravergine di Milano. Come suggerisce il nome, l’EVO è un bistrot per palati raffinati in cui il protagonista è l’olio extravergine d’oliva DOP proveniente dai migliori produttori di tutta Italia.

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I deliziosi piatti dell’EVO sono frutto di una reinterpretazione moderna e ricercata della cucina tradizionale e sono elaborati con prodotti sempre freschi e naturali. Tutti i giorni vengono proposti piatti cucinati con materie prime di alta qualità.

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Pane, pasta e biscotti sempre fatti in casa, pesce rigorosamente italiano che lo chef ama cucinare nel rispetto delle specie a rischio d’estinzione come il tonno e il pesce spada.

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Marco Avella, dopo vent’anni d’esperienza maturata tra gli Stati Uniti e Milano, ha deciso di aprire nel 2010 l’EVO. Uno spazio dove promuovere la sua filosofia culinaria, incentrata sull’uso di cibi freschi e sulla creazione di piatti originali, stuzzicanti e privi di grassi animali. Marco è anche promotore dell’uso dell’olio extra vergine d’oliva, un alimento prezioso della tradizione gastonomica mediterranea. L’oro liquido viene ottenuto dalla spremitura meccanica a freddo di olive raccolte a mano. L’Italia è uno dei maggiori produttori ed esportatori ma è anche il paese in cui si consuma più olio in assoluto. Da Atrapalo ti consigliamo di seguire la filosofia dello chef Avella e di prediligere l’uso dell’olio extra vergine d’oliva.

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Eccoti una delle ricette proposte per questa stagione dallo chef Marco Avella. Preparala con prodotti freschi e raccontaci com’è andata!

Riso Vialone Nano integrale con tartare di branzino e pistacchi di Bronte

Ingredienti per 4 persone:

200 g di Vialone Nano

Branzino crudo 300 g

Aneto

olio EVO

50 g di pistacchi tritati

Riduzione di aceto balsamico

Buccia di limone

sale grosso

pepe e pomodorini confit
( cotti al forno a 80 gradi per quattro ore con sale e zucchero di canna.)

Elaborazione:

Lessa il riso per 26 minuti, scola e fai raffreddare. Trita il branzino a coltello, unisci l’aneto, la buccia di limone, il sale, il pepe e l’olio EVO. Condisci il riso con olio, sale e pepe. Tosta leggermente i pistacchi in una padella con pochissimo burro. Con l’aiuto di uno stampo forma un timballo mettendo sul fondo il branzino e sopra il riso. Sforma sul piatto e completa con i pistacchi e i pomodorini confit. Decora con aceto balsamico, cristalli di sale e aneto.

Ricorda che puoi provare tutte le ricette di Marco Avella al ristorante EVO l’Extravergine.

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