Aspettando il nuovo Pompidou
Al pari di altre grandi istituzioni culturali mondiali come il Guggenheim, il Centre Pompidou di Parigi comincia a stare stretto nell’edificio, progettato da Piano e Rogers nel 1971, che è stato uno dei principali modelli architettonici di riferimento per i musei degli ultimi trent’anni.
@ Al Ianni
Le ragioni sono da ricercare nell’ampia attività svolta dal centro che abbraccia tutte le dimensioni dell’arte contemporanea (pittura, scultura, disegno, architettura, design, fotografia, video, cinema e danza) che hanno portato ad un’enorme crescita delle collezioni permanenti e degli archivi.
Le collezioni, infatti, non possono essere esposte per intero dal momento che lo spazio espositivo permanente, anche se rinnovato ogni due mesi, non può esporre più di 1300 opere delle 60.000 in possesso del Centro.
@ Orlyg
Jean-Jacques Aillagon, ministro della cultura e Bruno Racine direttore del Centre Pompidou hanno deciso di adottare una politica di espansione innovativa che mira ad una decentralizzazione delle attività culturali.
Così piuttosto che espandere il Pompidou in uno spazio nei quartieri periferici di Parigi, hanno preferito scegliere la città di Metz nella Lorena, a 332 km dalla capitale.
Scelta dovuta al fatto che la città non dispone di un museo per le arti contemporanee e alla posizione strategica di Metz, al confine con la Germania, il Belgio ed il Lussemburgo, nel cuore dell’area europea più dinamica sia economicamente che culturalmente.
Per non deludere le aspettative degli affezionati alla sede parigina, il Centro sarà un edificio dall’architettura audace e innovativa, ma nel contempo sobria, in linea con la tradizione del Beauburg.
Colori chiari, luce e ariosità saranno gli ingredienti della nuova sede, che sorgerà in un parco non distante dal centro e dalla stazione cittadina.
Il progetto degli architetti Shigeru Ban e Jean de Gastines, ha una pianta esagonale sulla quale si intersecano tre gallerie.
La navata centrale avrà un’altezza di 77 metri, per strizzare l’occhio, così dicono gli ideatori, al 1977, anno nel quale fu inaugurato il Centre parigino, che ad oggi vanta la più vasta collezione d’arte moderna e contemporanea d’Europa, con le sue quasi 60 mila opere.
@ Aprile C
La costruzione del museo si inscrive in un più ampio progetto culturale messo a punto dalla città di Metz che, attraverso politiche pubbliche lungimiranti e continuative, sta sviluppando la propria vocazione di metropoli europea.
Allo stesso tempo però il progetto riveste una dimensione regionale che trova forza in un piano di decentralizzazione culturale organizzato a livello nazionale.
Ed è la prima volta che un’istituzione culturale francese si decentralizza, seguendo il modello americano.
Alain Seban, presidente del Centre Pompidou di Parigi sottolinea che il nuovo museo non sarà una replica dell’esistente, né una sua appendice, bensì una sede dal carattere ben definito nella quale verranno trasferite le collezioni di arte moderna, il che consentirà al Pompidou di Parigi di focalizzare maggiormente la propria attività sul contemporaneo.
La costruzione dell’edificio è cominciata nel 2006 e la fine dei lavori è prevista per la seconda metà di quest’anno, con la conseguente apertura del museo ai visitatori nei primi mesi del 2010.
Nell’attesa che questo grande centro per l’arte sia pronto si possono seguire i lavori direttamente sul sito internet del museo, attraverso una webcam posta di fronte alla grande struttura in costruzione.












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