11.6.09
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La Monna Tweeta

Avete mai sentito parlare di Mario Klingemann?

Il tedesco, anche conosciuto come Quasimondo, è, tra le tante attività da lui svolte, un computational artist, oltre che un consulente aziendale ed altro.

È lui l’artefice di un’esperimento molto curioso: twittare il sorriso della Gioconda di Leonardo da Vinci.

Si, proprio twittare.

Ma non lasciatevi spaventare da quest’espressione.

Al dipinto vero e proprio della Gioconda non è successo nulla.

È ancora appeso in una sala del Louvre a Parigi.

Twitter però lo conoscete tutti, l’ormai famosissimo servizio di microblogging che permette di condividere la nostra giornata, i nostri pensieri, le riflessioni con tutti gli utenti del web.

Per “twittare“, ovvero trasmettere i propri messaggi, oramai ci sono i modi più svariati ed è possibile inviare un post a twitter ovunque siamo, via sms, via web, via pc, etc.

Sicchè Klingemann si sarà domandato: “se volessi twittare il sorriso della Gioconda, come potrei fare?

Considerato che Twitter impone un limite di 140 caratteri, sembrerebbe impossibile ricreare qualcosa di così complesso come il dipinto di Leonardo.

In fondo 140 caratteri si possono tradurre approssimativamente in appena 140 bytes di dati, per non parlare della difficoltà di trasferire immagini dentro caratteri di testo.

Ma un’impresa così ardua non ha per niente scoraggiato Klingemann, la cui tecnica sperimentale di codificazione delle immagini, le traduce in ideogrammi cinesi tirando fuori una versione della Monna Lisa, che produce un po’ l’effetto di un quadro cubista.

Klingemann usa ideogrammi cinesi perchè gli consentono di spedire 210 bytes di dati in soli 140 caratteri in una codifica perfetta per rimpinzare dati su Twitter.

Quando il testo passa dal decoder il risultato è quello che viene chiamato diagramma di Voronoi, una serie di poligoni usati per rendere più o meno i colori e le forme della Monna Lisa.

Gioconda

@ Quasimondo

Naturalmente Twitter non ha il decoder, quindi se si decide di fare un post con questi caratteri, non apparirà la Monna Lisa, ma si vedranno i caratteri cinesi.

Ma passando i dati attraverso il decoder di Klingemann il risultato sarà quello che vedete nella foto sopra: non ha esattamente il sorriso della Gioconda ma ricorda, o può ricordarne, usando un po’ di fantasia, il suo effetto.

Per il momento Klingemann non ha trovato alcun uso pratico per il suo esperimento, che, dice lui, è cominciato come una gara per vedere se fosse possibile mandare un’immagine con Twitter.

Klingemann è intenzionato però a mettere a disposizione di tutti il codice che serve per il processo di codifica, per vedere se nel mondo qualche altro sperimentatore curioso di Twitter potrà trovarne qualche applicazione.

Non c’è alcun bisogno di dire che la Gioconda la preferiamo senza dubbio nella sua versione originale e non “twittata”.

Mona Lisa

@ pinky09

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