Minorca, l’isola del vento e… della maionese!
Il vento mi porta verso un’isola persa nel Mediterraneo. Posso sentire l’acqua cristallina che mi avvolge e che mi fa scoprire dei fondali magnifici. Pesci colorati mi nuotano a fianco, la sabbia bianca finissima mi riscalda, una brezza piacevole mi accarezza e mi ritrovo circondata da farfalle gialle e blu in una vegetazione prorompente. Il verde colma le mie iridi, l’odore di sottobosco rapisce i miei sensi, il canto delle cicale mi ammalia. Potrebber essere un sogno o un desiderio, ma fortunatamente tutto questo è realtà a Minorca, l’isola del vento.
Autentico paradiso terrestre, Minorca mi stupisce non solo per i paesaggi mozzafiato e per la fauna e flora dirompenti, ma anche perché ricca di storia e tradizioni che emozionano. Popolazioni millenarie sono passate da qui e hanno lasciato segni interessanti della loro civiltà come i Talayots: costruzioni in pietra torriformi le quali funzioni sono ancora incerte.
Nel ’700 l’isola fu dominata prima dagli inglesi e poi da i francesi che trasmisero usi e costumi delle loro culture. Il profondo legame con la storia è evidente anche grazie alle manifestazioni popolari come la festa di Sant Joan, oggi uno degli eventi culturali di maggior interesse con i giochi d’abilità medievali – Jocs des Pla – in cui i cavalieri in sella ai cavalli di razza Menorchina si sfidano tra la folla in un’atmosfera vibrante. A Ciutadella, la gente apre le porte della propria casa e allestisce banchetti in strada in cui si possono degustare le delizie del posto: oltre ai formaggi e ai salumi, anche la pomada, bevanda tipica preparata con limonata e il famoso gin minorquino Xoriguer. A Ciutadella vengo coinvolta in una battaglia di nocciole: l’Avellanada! All’inizio penso che ci si tiri nocciole solo tra conoscenti o amici, ma poi vedo che arrivano nocciole da tutte le parti e la battaglia comincia!
Minorca non è solo un paradiso terrestre ma anche gastronomico! Sapevate che su quest’ isola è stata creata la maionese? Durante la guerra dei Sette Anni, i francesi attaccarono la fortezza inglese di Malborough, vicino al porto di Mahon che era allora la capitale di Minorca. L’esercito francese, sotto gli ordini del duca di Richelieu, riuscì a sconfiggere gli inglesi e per celebrare la vittoria venne organizzato un grosso banchetto. Nel menù era inclusa una salsa creata appositamente per l’occasione da uno chef della corona francese, composta da olio e uovo: la salsa fu chiamata Mahonnaise in onore alla vittoria nel porto di Mahon.
I sapori di Minorca sono forti e intensi. Come non farsi conquistare dalla bontà dei suoi autentici salumi, del famoso formaggio di Mahon e della rinomata pasticceria! Durante la mia visita al villaggio di pescatori di Binibequer, ho potuto degustare una prelibatezza dell’isola, il cuixot: l’impasto di questo salume si ottiene dall’elaborazione dei resti del maiale, triturati e amalgamati con il suo sangue, al quale vengono aggiunte delle spezie come la cannella che gli conferisce un sapore unico.
Nelle vetrine, sui banchi dei mercati, sulle tavole dei minorchini è impossibile non trovare il formaggio di Mahon, dalla forma quadrata e dal caratteristico color rosso paprika. Nella mio viaggio a Minorca non poteva mancare la visita a una formaggeria: questa volta si tratta di S’Arangí, una piccola impresa familiare dove si producono formaggi, salumi e squisite marmellate, vicino a Es Mercadal.
La proprietaria ci accoglie proprio durante l’elaborazione del formaggio Mahon: il latte munto viene versato in grandi vasche dove si aggiunge il caglio. Una volta coagulato, la parte solida del formaggio viene appoggiata su una grande tela di cotone chiamata “fogasser”. L’impasto viene così pressato a mano e lasciato sgocciolare per eliminare il siero in eccesso. La tela viene poi legata con una cordicina chiamata “lligam” che conferisce al formaggio la sua forma tipica. Una volta pressato, il formaggio viene immerso in acqua e sale e lasciato stagionare: è importante ungerlo periodicamente con olio di oliva e pimientón (paprika) che da al formaggio il suo colore caratteristico.
Prima di lasciare Minorca visito Es Mercadal dove si trova una delle storiche pasticcerie dell’isola: Ca’s Sucrer. Appena entro sono subito attratta dalla vetrina colma di ensaimadas, un dolce tipico delle Baleari a forma di spirale elaborato con pasta sfoglia. L’ensaimada può essere vuota o ripiena di ogni genere di prelibatezze come cioccolata, sobrasada (salume fatto con carne di maiale, paprika e sale) e cabello de ángel, una confettura di zucca squisita. Io ovviamente le assaggio tutte, che bontà!
E tu cosa aspetti a visitare l’isola del vento?








