Negli USA la vendita di viaggi online supera quella offline
Se esiste un mercato da osservare per poter predire come andrà il mercato online, è quello degli Stati Uniti. Che ci piaccia o no, sono avanti a noi di due o tre anni, non solo nel campo dell’elettronica e dell’innovazione, ma anche per quanto riguarda l’uso e la diffusione di internet.Quest’anno, per il settore turistico, gli americani hanno comprato più online che offline.E’ la prima volta che l’ago della bilancia del settore punta verso il mercato elettronico, il che ci fa augurare una crescita del settore nei prossimi anni.
C’è però da puntualizzare che, nonostante le transazioni elettroniche abbiano superato quelle fisiche, la crescita pù sostanziosa si concentra nella vendita di voli, mentre i pacchetti vacanza continuano a essere dominio delle agenzie classiche.
La tendenza di ‘arrangiarsi’ cercando il prezzo più economico, si sta sviluppando di pari passo al mercato turistico elettronico, e come un tandem offerta-domanda, non è facile capire quale sia nato prima.
Se nel 2007, il 51% degli americani prenotò le sue vacanze in internet, la previsione per il 2008 è stata del 56% del totale del commercio turistico, e ci si aspetta che raggiunga il 60% nel 2009. Tali dati sono estratti da uno studio realizzato da PhoCusWright Consumer Travel Trends Survey.
La tendenza di sviluppo non è solo numerica. Il contenuto e le relazioni create attorno al settore turistico, stanno crescendo a gran velocità attraverso community e blog. Gli internauti, e in molte occasioni le stesse agenzie di viaggi, hotel… stanno intrecciando una rete di informazioni che funge da agente di viaggi, permettendo a tutti di ottenere facilmente risposte a dubbi, dati concreti, e confrontare esperienze.
Lo studio realizzato da PhoCusWright, si basa su studi specifici delle tendenze dei turisti, su interviste a professionisti del settore e sui dati di vendita.


